Lisbona nei romanzi
Cultura

Lisbona nei romanzi: i titoli da non perdere

Leggere è un dono. Ci arricchisce, ci emoziona e ci fa viaggiare con la fantasia. Leggere un libro ci fa entrare nella mente dei personaggi, immaginare il contesto in cui accadono i fatti narrati, riflettere sui dialoghi, approfondire le teorie o i concetti esposti… vi consigliamo 5 suggestive storie ambientate in Portogallo (Lisbona neri romanzi). Sicuri che vi aiuteranno a ritrovarne bellezze e malinconie.

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Antonio Tabucchi, “Sostiene Pereira”

Pubblicato nel 1994, “Sostiene Pereira” è uno dei libri più celebri di Antonio Tabucchi (1943–2012)

Vincitore del premio Campiello e del Premio Viareggio il libro, diventa nel 1995, sceneggiatura di un film con lo stesso titolo, diretto da Roberto Faenza e interpretato da Marcello Mastroianni accompagnato da una meravigliosa colonna sonora scritta da Ennio Morricone. La storia inizia una mattina d’estate del 1938, a Lisbona, nel pieno del regime di Salazar. Pereira è un uomo anziano e abitudinario, direttore della pagina culturale di un modesto giornale locale. Il romanzo descrive una sorta di risveglio, che trasforma la sua natura di uomo…

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Pascal Mercier, “Treno di notte per Lisbona”

Un giorno come tanti in cui si reca al lavoro nel liceo di Berna dove insegna latino, il prof Raimund Gregorius, nota una donna su un ponte e intuisce il gesto folle che sta per compiere

Il professore cerca di persuaderla e, mentre parlano, scopre che le sue origini sono portoghesi; la dolcezza nelle sue parole è fine e a Gregorius si apre un mondo. Tempo dopo, in una libreria trova un romanzo portoghese scritto molti anni prima da Amadeu Inacio de Almeida Prado. Gregorius da quel momento cambia: la sua vita muta e il fascino di quel Paese lo spinge a partire all’improvviso, una notte per Lisbona. Anche in questo caso il libro è la scenografia di un film dall’omonimo titolo che purtroppo non risulta incisivo come il romanzo.

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Romana Petri, “Ovunque io sia”

Romanzo di amori mancati e sbagliati, sullo sfondo di una Lisbona dalla bellezza magica, ma anche oppressa da una dittatura che finirà solo con la rivoluzione del 1974

“Ovunque io sia” è anche la storia della forza di una maternità senza confini, la frase lascito che ogni madre, prima di morire, affida ai figli nel desiderio di non abbandonarli del tutto. Romana Petri, scrittrice italiana che si è divisa tra Roma e Lisbona, dipinge l’affascinante affresco di un Portogallo chiuso, dolente e tragicamente arretrato. Il lungo cammino umano di un popolo che, dopo il forzato silenzio, troverà il coraggio di essere moderno scegliendo la libertà.

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Alessio Romano, “D’amore e baccalà”

Sul fascino di Lisbona scrive Romano: “è una città bipolare e schizofrenica. Cambia completamente e si trasforma. In qualsiasi punto della città uno si trovi, basta fare pochi passi e tutto cambia

Si passa dalla salita alla discesa, dalla collina alla pianura, dalla gioia alla saudade. E le tascas, le taverne in cui si mangiano cinquanta sfumature di baccalà ascoltando la musica più struggente che esista: il fado. È in questa città sospesa tra sogno e realtà che Alessio incontra Beatriz, una cameriera bellissima, scontrosa ed evanescente. Ritrovarla nel dedalo del centro storico sarebbe impossibile, senza l’aiuto di complici inattesi: gli spiriti guida di Amália Rodrigues, Ingrid Bergman, Fernando Pessoa…

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Andrea D’Angelo, “Tutti schiavi in Portogallo”

Un libro moderno, scritto da un giovane autore, racconta di Marta che da qualche anno vive a Lisbona

Partita con un sogno da realizzare, si è ritrovata a lavorare in un call center, lavoro che non ama particolarmente, ma che le permette di guadagnare il necessario per vivere dignitosamente nella capitale lusitana. Tanti sono i dubbi che si affollano nella sua testa: si sente a casa in Portogallo? È quello il posto ideale per realizzare il suo sogno? Una serie di storie e di eventi la tengono legata quasi indissolubilmente a Lisbona. Un romanzo che forse pecca di una scarsa dedizione ai dettagli dei luoghi dove si svolgono i racconti, ma presenta degli ottimi spunti per riflettere sul senso di smarrimento e di solitudine di tutti coloro che hanno lasciato il proprio paese per andare all’estero, il rovescio della medaglia, senza edulcoranti, del cambio vita.

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