Covid19

Italia e Inghilterra hanno innescato i contagi in Portogallo

I viaggiatori provenienti dall’Italia e dall’Inghilterra, sono i maggiori responsabili nell’aver innescato i contagi da covid-19 in Portogallo, come rivela uno studio dell’Istituto di Sanità Ricardo Jeorge. Il periodo a cui fa riferimento lo studio è quello di marzo del 2020. Almeno 277 persone straniere provenienti principalmente dall’Inghilterra, Spagna, Francia, Italia e Svizzera entrarono in Portogallo, “portando colposamente con se” il virus SARS-CoV-2.

Nello studio i primi casi di covid-19 in Portogallo risalgono al ​​2 marzo 2020. I primi ingressi del virus si possono quindi ipotizzare a partire da fine gennaio. Ulteriori ingressi, per la maggior parte, nell’ultima settimana di febbraio. Questi hanno dato potenza ad una “trasmissione comunitaria che già correva silenziosamente”. Secondo i tecnici dell’Istituto, il ceppo più diffuso nelle infezioni registrate in quel periodo, è quello dal Regno Unito. Il ceppo dei contagi proveniente dall’Italia, invece, è quello con il più forte impatto sociale.

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Si pensa che un contagio avvenuto in Lombardia, intorno al 21 febbraio 2020, abbia poi generato circa 4.000 casi di covid-19 in Portogallo. Per lo più in 44 comuni di 11 distretti, quasi esclusivamente appartenenti alla Regione Nord e del Centro. I ricercatori stimano inoltre che delle catene di contagio della Regione Nord il 20% abbia avuto origine da quel contagio ed il 60% nella regione del Centro. Sempre durante la prima fase dell’epidemia.

Le varianti provenienti dall’Italia e dall’Inghilterra, quelle con maggiore responsabilità di aver innescato i contagi, non vengono poi frequentemente ritrovate nei campionamenti a novembre. Questo mostra, secondo l’Istituto di Sanità, che le misure di contenimento adottate, durante la prima ondata, furono in grado di mitigare l’infezione.

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