Covid19

Coronavirus Portogallo, le ultime notizie

Muoiono 9 persone l’ora di Covid in Portogallo

Si tratta di una media sulla base delle 219 persone decedute nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia siamo stati sommersi da numeri che si riferiscono a persone, ma spesso la nostra psiche si protegge non riuscendo a vedere nient’altro che numeri; i ricoverati in ospedale dall’inizio del 2021, in media sono stati 130 al giorno. Perché abbiamo iniziato l’anno con 2806 ricoverati e in 19 giorni ci sono stati più di 2465 nuovi ricoveri. Una media di 5,4 persone ricoverate all’ora. Attualmente in terapia intensiva ci sono 670 persone, sempre in salita negli ultimi 6 giorni. I posti di terapia intensiva in Portogallo sono occupati per il 99,7% secondo un inchiesta del NY Times. Gli ospedali locali, tra l’altro, prima della pandemia avevano il numero più basso di letti di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti in Europa. Secondo i dati forniti dalla DGS, 311.550 dei casi confermati sono donne e 255.226 uomini, la maggior parte dei quali nella fascia di età compresa tra i 40 e i 49 anni. Altri numeri, per il Portogallo, che ha circa un sesto della popolazione italiana, 218 persone decedute nelle ultime 24 ore sono dati terrificanti. Come se in Italia fossero decedute 1280 persone, almeno quest’ultimo dato è puramente ad uso e consumo di questo articolo.

Il Portogallo è il Paese al mondo che registra più casi giornalieri per milione di abitanti

Il Portogallo è il paese al mondo che ha il maggior numero di casi di covid-19 giornalieri per milione di abitanti. E il quarto con il maggior numero di morti in 24 ore. Il Libano è il secondo Paese con il più alto record giornaliero di persone infette in rapporto alla popolazione, la Spagna è al terzo posto. Il Portogallo è passato in cima alla lista da circa due settimana, quando per diversi giorni consecutivi ha registrato oltre 10.000 casi giornalieri e 100 morti.

Gli ospedali sono al limite nella regione della Grande Lisbona

La situazione negli ospedali della Grande Lisbona è la più preoccupante con il numero di morti superiore a quello del resto del Paese. L’Associazione dei Medici della Salute Pubblica afferma che la situazione è insostenibile. L’ospedale Garcia de Orta ad Almada ha già annunciato uno stato di pre-catastrofe, essendo tra quelli messi più sotto pressione dalla pandemia covid-19. Il direttore generale afferma che sono necessari ulteriori aiuti esterni per evitare uno scenario catastrofico. L’amministrazione dell’ospedale Santa Maria afferma che può resistere solo per altre due settimane.

Gli ospedali di Lisbona sotto pressione stanno già inviando pazienti in altri ospedali

L’ospedale Santa Maria ha aperto un nuovo reparto con 20 posti letto e altri 20 seguiranno la prossima settimana. Sia a Santa Maria che fa parte del Centro Hospitalar di Lisboa Norte che al Centro Hospitalar Universitário de Lisboa Central che riunisce tra gli altri São José, Estefânia e Curry Cabral, ci sono pochi posti letto nelle Unità di Terapia Intensiva. Il direttore del Centro Hospitalar Universitário Lisboa Norte (CHULN), Daniel Ferro, ha detto che la domanda è aumentata del 70% negli ultimi 15 giorni e che “se la domanda dovesse crescere oltre l’80 o 90% in più nei prossimi giorni, non ci sarà capacità nel sistema”. Ferro ha sintetizzato la situazione attuale come “molto vicina al limite”. “È necessario, a questo punto, che questa situazione si stabilizzi”, ha rafforzato il direttore dell’ospedale, aggiungendo che alcune risorse umane non assegnate al Covid-19 vengono temporaneamente trasferite ai servizi associati alla pandemia per rispondere ai picchi. Diversi ospedali a Lisbona stanno già inviando i pazienti a Portimão.

L’Algarve attiva la fase 4 del Piano di emergenza

In Algarve, l’ospedale da campo allestito presso l’Arena di Portimão e che fa parte della Fase 4 del Piano di emergenza del Centro Hospitalar Universitário do Algarve (CHUA), può ricevere fino a 100 pazienti. A questa unità possono accedere malati non urgenti, essendo un servizio di supporto per le unità ospedaliere. Al momento sono 20 i pazienti ricoverati nella struttura, oltre ai pazienti dell’Algarve, di cui 3 proveniente dall’Hospital Beatriz Ângelo, 3 dall’Hospital do Barreiro e 3 dall’Hospital de Vila Franca de Xira. Ad assistere i pazienti ci sono 4 infermieri, 3 assistenti operativi e 3 medici, ma una fonte del CHUA ha confermato che una volta superata la barriera delle due dozzine di degenti, l’assistenza sarà rafforzata.

L’ospedale Lusíadas di Albufeira offre 15 posti letto al SNS

L’Ospedale Lusíadas di Albufeira ha fornito al Servizio Sanitario Nazionale 15 dei suoi posti letto al fine di aiutare a combattere l’aumento dei numeri Covid-19, che corrispondono a più della metà della sua capacità adibita al ricovero di pazienti con patologie gravi non infettati dal nuovo coronavirus. Questa è solo una parte del sostegno che questo gruppo privato darà al SSN, a livello nazionale. Il gruppo sanitario privato Lusíadas Saúde ha ora annunciato che metterà a disposizione altri 45 posti letto, di cui 20 saranno destinati al trattamento di pazienti Covid-19 (5 nell’Unità di Terapia Intensiva e 15 in reparto) e 25 posti letto saranno adibiti al ricovero di pazienti con patologie gravi non infettati dal nuovo coronavirus. In questo modo, il gruppo, che finora ha ricevuto un totale di 391 pazienti dal Servizio Sanitario Nazionale, aumenta a 121 il numero di posti letto che ha messo a disposizione in tutto il Paese.

Variante Covid: confermata presenza in Algarve

Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto del governo

Sono entrate in vigore dalle 00’00 del 20 gennaio, dopo l’avvenuta pubblicazione sul Diario da República, le maggiori limitazioni per contrastare la lotta al Covid-19, decise il 18 gennaio dopo il consiglio dei ministri ed annunciate da António Costa. Qui le nuove misure.

SPECIALE CORONAVIRUS

Il piano di vaccinazione in Portogallo

Il Portogallo ha investito circa 200 milioni di euro per acquistare più di 22 milioni di dosi. Il vaccino, che dovrebbe essere assunto in due dosi, sarà gratuito, universale e facoltativo. L’esecuzione del piano sarà a carico del SSN ed inizieranno ad essere somministrati i primi vaccini a gennaio 2021. In una prima fase viene garantita la capacità di somministrare 300mila vaccini a settimana, con capacità di espansione.

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